E molte sono le tradizioni culinarie legate a questa ricorrenza.
I legumi la fanno da padroni, legati al mito di Demetra, che sconvolta dal dolore per il rapimento della figlia Proserpina, condanna il mondo ad un arido è desolato inverno. A lei gli uomini offrivano piatti poveri e a base di legumi.
Tra questi le fave e i ceci divennero alimenti tradizionali legati ai defunti. Già 3000 anni prima di Cristo gli Egizi ( e i Romani più tardi) usavano cucinare le fave e lasciarle a disposizione dei trapassati.
E anche la Liguria non fa eccezione. La tradizione vuole che in questo giorno si mangi lo Stoccafisso e bacilli (una varietà di piccole fave scure)... dice il proverbio: " A-i morti baxilli e stocchefisce no gh'é cà che nu ì cundisce".
La tradizione lo vuole ma io mai e poi mai cucinerò e mangerò stoccafisso, per cui le foto non sono le mie, la ricetta è della mamma, se a voi piace provatelo
| http://ilpreboggion.blogspot.it/2013/04/stoccafisso-e-bacilli.html |
STOCCAFISSO E BACILLI
INGREDIENTI (per 4 persone)
800 g di stoccafisso già bagnato
250 g di fave secche (se non trovate i classici bacilli, piccole e scure difficili da trovare, potete sostituirle con quelle bianche decorticate)
1 limone
prezzemolo
olio e.v.o.
sale e pepe
Mettete a bagno le fave la sera prima in acqua tiepida e non salata.
Il giorno seguente lessatele in acqua non salata per una mezz'oretta, scolatele e tenetele in caldo. Nel frattempo raschiate la pelle dello stoccafisso e sciacquatelo. Poi fatelo lessare in acqua leggermente salata per tre quarti d'ora circa.
Scolatelo ed eliminate le lische e la pelle. Sfilettatelo e disponetelo in una ciotola assieme alle fave lesse. Condite con olio extravergine di oliva (quello nuovo sarebbe l'ideale), pepe, limone e poco prezzemolo tritato.
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