mercoledì 10 aprile 2013

ANDANDO PER SENTIERI... IL PREBOGGION (parte prima)





Finalmente le giornate cominciano ad allungarsi, la temperatura si intiepidisce e forse  (ma non vorrei dirlo troppo forte) esce anche il sole. E così viene voglia di passeggiate in campagna e  intanto che si passeggia è questo il periodo giusto per trovare il preboggion, che non è una creatura mitologca, ma una parola genovese intraducibile in italiano che indica semplicemente un'insieme di erbe selvatiche commestibili.
Queste erbette una volta si trovavano facilmente dalle besagnin-e , i piccoli negozietti di frutta e verdure o sui banchi del mercato, ma ora a raccogliere le erbette chi ci va più?
Quindi non ci resta che imparare a riconoscerle e raccoglierle con le nostre mani. Queste verdurine vanno bollite e strizzate e poi passate in padella con uno spicchio d'aglio, olio di oliva (ligure) e un filetto d'acciuga, oppure ci si possono realizzare ottime frittate  un risotto. Costituiscono la base del ripieno dei pansoti .
Vanno raccolte in primavera quando spuntano le prime rosette  fogliari, lontano dalle zone industriali, dalle strade trafficate e dai campi trattati con pesticidi.
Le varietà di erbe variano a seconda della zona di raccolta. 


IL BOCCIONE MAGGIORE (Urospermum dalechampii)




















Nella nostra zona si chiamano "Bellommi", hanno sapore molto amaro e vanno usati in minima quantità .
 Vanno raccolte le foglie basali tenere. Può essere utilizzato sia bollito che crudo in insalata.
Ha proprietà diuretiche e lassative.   
















BIETOLA SELVATICA (Beta vulgaris)


Simile alla bietola coltivata ma con foglie più strette e lunghe, leggermente pelosette, è presente in quasi tutto il territorio italiano. La pianta arriva a un'altezza di circa mezzo metro le sue infiorescenze sono bianco verdastre raccolte in spighe .


La stagione di raccolta delle sue foglie tenere va da febbraio a maggio. 
Ha un'alto contenuto di acqua, è ricca di ferro e vitamine. Ha proprietà antianemiche, emolliente, lassative e rinfrescanti























GRATTALINGUA COMUNE - CACCIALEPRE (Reichardia Picroides)


Chiamata comunemente dalla nostre parti "Talaegua". Cresce ovunque nei prati, nei muri e lungo le strade, ha foglie lanceolate e glabre, fiori gialli, venati di bruno all'esterno.
Rompendo il gambo fuoriesce un lattice bianco appiccicoso che a contatto con la pelle la scurisce.
E' una delle erbe più ricercate perchè mitiga il sapore amaro delle altre.
Si utilizza sia cruda che cotta. Ha proprietà diuretiche, analgesiche, depurative, rinfrescanti e antiscorbutiche.
Le foglie fresche tritate, applicate sulla parte dolorate, alleviano mal di denti, mal di testa e mialgie


  




SILENE (Silene Vulgaris)





 E' chiamata in Liguria Erba s-cioppetina o
 Sciu-puelli o Grassuelli, per le sue infiorescenze a  calice rigonfio a forma di palloncino che  battute sul palmo della mano producono un piccolo schiocco.

E' conosciuta come pianta mangereccia fin dall'antichità, ed è una delle migliori erbe commestibili, ha sapore dolce e delicato, ma le sue foglie basali devono essere raccolte prima della fioritura perché poi diventano troppo dure.
Fiorisce da maggio a settembre nei prati e sui margini delle strade e dei sentieri.

E' presente in tutto il territorio italiano. Il suo nome è legato alla figura mitologica di Sileno, amico di Bacco, perennemente ubriaco e dal ventre gonfio proprio come i fiori di questa pianta. 
Devono essere raccolte prima della fioritura perché poi diventano troppo dure.




7 commenti:

  1. Brava! Anch'io sono a caccia di erbe in questi giorni e stasera preparo i pansoti. Anzi: sabato mattina parteciperò ad un mini-corso per imparare a riconoscerne qualcuna in più. Se ti interessa è presso gli Olivicoltori Sestresi, puoi prenotare al 3474702278.

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  2. Bello, sarebbe molto interessante, non credo di farcela ma mi informerò. Grazie dell'info.

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  3. La neve abbondante ha risanato e nutrito il terreno, ci sono erbe che sembrano lattughe!Grandi, carnose, profumate. Se il buon tempo ci accompagna...

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  4. ...mi riferisco a dove abito, nel cuneese :)

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  5. aaaaaaaaah mi scusi “L’an feit il ciciu 'd fioca?"

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  6. eh! pién ma n'öu d'ciciu 'd fioca!

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