Finalmente le giornate cominciano ad allungarsi, la temperatura si intiepidisce e forse (ma non vorrei dirlo troppo forte) esce anche il sole. E così viene voglia di passeggiate in campagna e intanto che si passeggia è questo il periodo giusto per trovare il preboggion, che non è una creatura mitologca, ma una parola genovese intraducibile in italiano che indica semplicemente un'insieme di erbe selvatiche commestibili.
Queste erbette una volta si trovavano facilmente dalle besagnin-e , i piccoli negozietti di frutta e verdure o sui banchi del mercato, ma ora a raccogliere le erbette chi ci va più?
Quindi non ci resta che imparare a riconoscerle e raccoglierle con le nostre mani. Queste verdurine vanno bollite e strizzate e poi passate in padella con uno spicchio d'aglio, olio di oliva (ligure) e un filetto d'acciuga, oppure ci si possono realizzare ottime frittate un risotto. Costituiscono la base del ripieno dei pansoti .
Vanno raccolte in primavera quando spuntano le prime rosette fogliari, lontano dalle zone industriali, dalle strade trafficate e dai campi trattati con pesticidi.
Le varietà di erbe variano a seconda della zona di raccolta.
IL BOCCIONE MAGGIORE (Urospermum dalechampii)

Nella nostra zona si chiamano "Bellommi", hanno sapore molto amaro e vanno usati in minima quantità .
Vanno raccolte le foglie basali tenere. Può essere utilizzato sia bollito che crudo in insalata.
Ha proprietà diuretiche e lassative.
BIETOLA SELVATICA (Beta vulgaris)
Simile alla bietola coltivata ma con foglie più strette e lunghe, leggermente pelosette, è presente in quasi tutto il territorio italiano. La pianta arriva a un'altezza di circa mezzo metro le sue infiorescenze sono bianco verdastre raccolte in spighe .La stagione di raccolta delle sue foglie tenere va da febbraio a maggio.
Ha un'alto contenuto di acqua, è ricca di ferro e vitamine. Ha proprietà antianemiche, emolliente, lassative e rinfrescanti

GRATTALINGUA COMUNE - CACCIALEPRE (Reichardia Picroides)
Chiamata comunemente dalla nostre parti "Talaegua". Cresce ovunque nei prati, nei muri e lungo le strade, ha foglie lanceolate e glabre, fiori gialli, venati di bruno all'esterno.
Rompendo il gambo fuoriesce un lattice bianco appiccicoso che a contatto con la pelle la scurisce.E' una delle erbe più ricercate perchè mitiga il sapore amaro delle altre.
Si utilizza sia cruda che cotta. Ha proprietà diuretiche, analgesiche, depurative, rinfrescanti e antiscorbutiche.
Le foglie fresche tritate, applicate sulla parte dolorate, alleviano mal di denti, mal di testa e mialgie
SILENE (Silene Vulgaris)
Sciu-puelli o Grassuelli, per le sue infiorescenze a calice rigonfio a forma di palloncino che battute sul palmo della mano producono un piccolo schiocco.
E' conosciuta come pianta mangereccia fin dall'antichità, ed è una delle migliori erbe commestibili, ha sapore dolce e delicato, ma le sue foglie basali devono essere raccolte prima della fioritura perché poi diventano troppo dure.
Fiorisce da maggio a settembre nei prati e sui margini delle strade e dei sentieri.
E' presente in tutto il territorio italiano. Il suo nome è legato alla figura mitologica di Sileno, amico di Bacco, perennemente ubriaco e dal ventre gonfio proprio come i fiori di questa pianta.
Devono essere raccolte prima della fioritura perché poi diventano troppo dure.


Brava! Anch'io sono a caccia di erbe in questi giorni e stasera preparo i pansoti. Anzi: sabato mattina parteciperò ad un mini-corso per imparare a riconoscerne qualcuna in più. Se ti interessa è presso gli Olivicoltori Sestresi, puoi prenotare al 3474702278.
RispondiEliminaBello, sarebbe molto interessante, non credo di farcela ma mi informerò. Grazie dell'info.
RispondiEliminaLa neve abbondante ha risanato e nutrito il terreno, ci sono erbe che sembrano lattughe!Grandi, carnose, profumate. Se il buon tempo ci accompagna...
RispondiElimina...mi riferisco a dove abito, nel cuneese :)
RispondiEliminaaaaaaaaaah mi scusi “L’an feit il ciciu 'd fioca?"
RispondiEliminaeh! pién ma n'öu d'ciciu 'd fioca!
RispondiEliminaaaaah giacché
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